Doonesbury, by G.B.Trudeau
mercoledì, novembre 05, 2008
lunedì, novembre 03, 2008
Magician's Assistant
Il braccio destro ha completato con successo la prima parte.
Domani sapremo se il capo riuscirà nel segmento più importante del piano.
-"Ehi pRof, cosa facciamo staseRa?"
-"Quello che facciamo tutte le sere, Mignolo,
cercare di conquistare il mondo!"
in yr face,
lwr
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martedì, settembre 09, 2008
Hindu Love Elisir
Non so quanti di voi abbiano mai avuto occasione di guardare, negli ultimi 10 anni, la trasmissione Elisir su RaiTre. Condotta da Michele Mirabella, personaggio su cui ce ne sarebbe da dire, in positivo, che partì facendo gli schec con Arbore e Frassica negli allegri e colorati anni '80 -magro come la morte che porta corona (ma si sa, a esser longilinei si guadagna in salute). Attulamente, d'estate, conduce un invero gradevole e, nei limiti, culturale programma mattiniero (certo, mi capita di guardarlo quando mi sveglio, verso le 10 e mezza) insieme a una ragazza, Arianna Ciampoli, che ha due guance insensate. (Due gran bei occhi e due labbra da bocciolo. [SI', ho detto proprio bocciolo, non l'altro!] Mia cugggina l'ha anche vista al mare).
Ma ahimè non siamo qui per parlare di cot(t)anta roba, ma di qualcosa di, presumo, un pelo meno attraente fisicamente.
Elisir, la gloriosa trasmissione che parla di salute e sfighe (una versione per la prima serata del Medicina 33 [che a sua volta sembra una fiction ospedaliera di quelle che sfornano ultimamente] di Lucianone Onder, altro personaggio ai margini del mitologico) condotta dall'
estrema perizia di Mirabella, che dovendo parlare di disgrazie {Peerla di saggezza: la salute è poi l'assenza di sfighe} deve rinunciare, visto il ruolo, alla verve ironica foggiena che da sempre lo contraddistingue. In tutto questo -e ora si arriva al sugo- è costantemente spalleggiato da un uomo che non ho mai visto in stazione eretta, il dottor Carlo Gargiulo.
Il Dottor Gargiulo è un pacato e simpatico ometto pelato, con gli occhiali, con gli occhi molto stretti. Spesso ride è molto cortese e dà, suppongo, un po' più senso di affidabilità rispetto a, per dire, Umberto Veronesi (cfr. la parodia di Forattini), il vegetariano ateo.
(nella seconda foto, in versione gag insieme alla signora Gigliola Cinquetti)
Questo blog si occupa, fra le righe, di collegamenti fra cose, forse un po' per quella sottile idea che nel mondo tutto abbia un senso, tutto sia unito da un sottile filo che trascende e di molto i famosi 6 gradi di separazione.
Dunque, in questo caso ho avuto la risata di scoprire una foto di Gandhi, mandatami da un'amica, in cui il Mahatma, sorridente, di profilo, ha le fattezze inequivocabili di Carlo Gargiulo
La somiglianza è lampante, e con l'induismo becchiamo bene in quanto a storie di reincarnazioni, perciò lascio a voi le conclusioni. Per onor di cronaca, questa foto mi venne mandata non per il binomio Gandhi-Gargiulo, ma per la somiglianza dell'altro soggetto della foto, Nehru, con un professore di filosofia della nostra scuola, Loredano Turrini. Accettiamo volentieri foto di Lory, non avete che da mandarle.
Ricollegandoci con Elisir e la medicina, ne approfitto per farvi partecipi delle mie sfighe personali. Venerdì, tornando da Modena, dal Festival della Filosofia, sono stato colto da una fulminante torsione del testicolo, che mi ha portato, la notte stessa, in sala operatoria nella mia città. E' andato tutto bene e sto già facendo la conta delle battute e delle prese che mi si possono fare e delle pasticche di autoironia che posso snocciolare in risposta:
-E' stata una gran palla.
-Mi ha fatto girar le palle.
-Funiculì Funiculà (quello ad essermisi girato dalla parte sbagliata è stato il funicolo spermatico)
Ecco, conoscendo la gente che conosco, probabile che qualcuno mi dirà qualcosa del genere:
#T'hanno fatto un bocchino a spirale
#T'hanno fatto un bocchino sulle montagne russe
#T'hanno fatto un bocchino durante un gioco con una trottola
#T'hanno fatto un bocchino dentro la lavatrice in centrifuga
#T'hanno fatto un bocchino sui sedili degli autoscontri
ma anche semplicemente:
#Guarda che la spirale deve mettersela la donna
Sigh,
lwr
Ma ahimè non siamo qui per parlare di cot(t)anta roba, ma di qualcosa di, presumo, un pelo meno attraente fisicamente.
Elisir, la gloriosa trasmissione che parla di salute e sfighe (una versione per la prima serata del Medicina 33 [che a sua volta sembra una fiction ospedaliera di quelle che sfornano ultimamente] di Lucianone Onder, altro personaggio ai margini del mitologico) condotta dall'
Il Dottor Gargiulo è un pacato e simpatico ometto pelato, con gli occhiali, con gli occhi molto stretti. Spesso ride è molto cortese e dà, suppongo, un po' più senso di affidabilità rispetto a, per dire, Umberto Veronesi (cfr. la parodia di Forattini), il vegetariano ateo.
Questo blog si occupa, fra le righe, di collegamenti fra cose, forse un po' per quella sottile idea che nel mondo tutto abbia un senso, tutto sia unito da un sottile filo che trascende e di molto i famosi 6 gradi di separazione.
Dunque, in questo caso ho avuto la risata di scoprire una foto di Gandhi, mandatami da un'amica, in cui il Mahatma, sorridente, di profilo, ha le fattezze inequivocabili di Carlo Gargiulo
La somiglianza è lampante, e con l'induismo becchiamo bene in quanto a storie di reincarnazioni, perciò lascio a voi le conclusioni. Per onor di cronaca, questa foto mi venne mandata non per il binomio Gandhi-Gargiulo, ma per la somiglianza dell'altro soggetto della foto, Nehru, con un professore di filosofia della nostra scuola, Loredano Turrini. Accettiamo volentieri foto di Lory, non avete che da mandarle.Ricollegandoci con Elisir e la medicina, ne approfitto per farvi partecipi delle mie sfighe personali. Venerdì, tornando da Modena, dal Festival della Filosofia, sono stato colto da una fulminante torsione del testicolo, che mi ha portato, la notte stessa, in sala operatoria nella mia città. E' andato tutto bene e sto già facendo la conta delle battute e delle prese che mi si possono fare e delle pasticche di autoironia che posso snocciolare in risposta:
-E' stata una gran palla.
-Mi ha fatto girar le palle.
-Funiculì Funiculà (quello ad essermisi girato dalla parte sbagliata è stato il funicolo spermatico)
Ecco, conoscendo la gente che conosco, probabile che qualcuno mi dirà qualcosa del genere:
#T'hanno fatto un bocchino a spirale
#T'hanno fatto un bocchino sulle montagne russe
#T'hanno fatto un bocchino durante un gioco con una trottola
#T'hanno fatto un bocchino dentro la lavatrice in centrifuga
#T'hanno fatto un bocchino sui sedili degli autoscontri
ma anche semplicemente:
#Guarda che la spirale deve mettersela la donna
Sigh,
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mercoledì, agosto 13, 2008
Olimpiazza
Durante il mio soggiorno in montagna, anche grazie alla montatura di Sky (non c'è gioco di parole, si tranquillizzi, Merdoch), ho potuto seguire in maniera massiccia le Olimpiadi di Pechino. Rai Due, Eurosport, Rai Sport Più [il cambiamento di nome, dal realista RaiSport Sat a RS Più, gli dà quel tocco che solo "un piatto light di Vissani*" può dare]
Le lunghe ore di televisività mi hanno, alla facciazza di Socrate e della su' mamma, fatto nascere diverse idee, ma qui inizierò a esporre a voi pubblico leggente una riflessione estremamente personale. Dovete sapere che la pallacanestro durante l'ultimo anno per me ha avuto un rapporto sentimenti negativi/soddisfazione piuttosto scarso (a rigor matematico: piuttosto alto) e dovete anche sapere che sono da sempre stato un appassionato di sport minori [merda, qui parte un aneddoto, o meglio, un ricordo], specie quando mi trovo in montagna.
Dunque ho preso in considerazione l'idea di cambiare sport, anche se alla mia età non so quanto possa essere una grande idea. Forse è l'ultima occasione. Ma d'altra parte quando lessi che Mark Knopfler aveva cominciato a suonare la chitarra a 15 anni mi si accese un'inattesa speranza. Come è andata a finire lo sappiamo tutti, specie quelli che stanno di sotto.
Badminton: l'unica mia esperienza col volano è da datarsi seconda media, alle Marconiadi, la gloriosa manifestazione sportiva della mia scuola che si svolgeva nei campi a Casteldebole. Al tabellone del torneo di badminton mancava uno e chi ero io per tirarmi indietro? {La Wild Card più facile e insignificante della storia} Impugnai quella racchetta sottile e leggera e, lasciato negli altri pantaloni il senso del ridicolo, mi cimentai. Il mio avversario era il più tranquillo dei due cinesi delle Marconi, tale Luigi Li, un occhialuto e cordiale ragazzo, alto per esser cinese, silenzioso e studioso; anche lui fu raccattato per fare numero. Non ricordo molti particolari della partita, ma quello che è certo è che io persi qualcosa come 21 a 3 e il buon Gigi vinse il torneo trionfalmente senza mai perdere nè una partita nè l'umiltà silenziosa che lo contraddistinguenva. Ergo, ho già dato.
Pallavolo: degno compagnuccio di Mattia Molinari (un ragazzone dotato di senso dell'umorismo degno di nota, bocciato due volte in quarta al classico, ora all'artistico, a metà fra il pappone e il dandy, suona la tastiera in un gruppo synth-rock la cui effettiva esistenza è tuttora argomento di dibattito) che ricevette dalla nostra indimenticata insegnante (?*) di ginnastica Olga Cicognani il rapporto scoutistico di "Muratore Folle", durante le partite a scuola [è noto che la pallavolo è lo sport più politicamente corretto del mondo: niente contatto fisico, ma non per questo impossibilità di sfoggi atletici e tecnici, giocabilià elevata anche dai numerosi -ahiloro- soggetti antisportivi che non riescono a farsi esonerare dalle lezioni di ginnastica -tale obiettivo è invece sistematicamente raggiunto dai vegani, per quanto rari] a me piaceva giocare sfruttando barbaramente la mia altezza a dispetto delle intenzioni pacificatrici degli inventori di questo sport e di quelle fancazzistiche dei pigerrimi professori di educazione fisica, riuscendo a far incazzare avversarsi ma soprattutto i compagni in ogni mia manifestazione pallavolistica. Mi spiego: non contemplo la possibilità di giocare la palla quando mi trovo nelle posizioni davanti: appena si fa dalla mia parte (è noto che sono pigro, non andrei a prendere quelle lontane) la palla verrà inevitabilmente smanacciata e simil-schiacciata dall'altra parte del campo, con movimenti chiro-elevatori al limite di ogni regolamento. Ultimamente, per quieto vivere, ho provato anche a palleggiare, ad alzarla, ma i miei polsi non stanno capiti: niente da fare. Tragiche sono tutte le ricezioni, perché -dando la notizia che la mia snodabilità rasenta livelli lignei- evidentemente avrò gli avambracci fatti male, perché l'ultimo bagher riuscitomi era contemporaneo al primo marito di Liz Taylor.
Se non altro potrei provare il Beach Volley, ma, siamo onesti con noi stessi, se la versione femminile di questo sport non implicasse i costumi da bagno NESSUNO avrebbe il coraggio di giocarci a livello professionistico.
* Nota: "insegnante"?! Si tratta della classica prof a cui uso riferire la battuta: "La Cicognani docet. Non a noi."
Canoa - Kayak: ci sono andato un paio di volte un'estate fa in Grecia, sia in singolo che in doppio. Divertentissime le gite per la costa, in versione Peppinielli Abbagnali dell'alta Emilia, con la macchina fotografica al collo, anche se il tasto dell'accensione non si è più ripreso da quelle ondate. Gradevole davvero, ma la fatica è beshtiale, e per di più la formula della gara non mi attira per niente, girare avanti e indietro da porte sospese in aria, tendinandoti Cristi per non toccarle in mezzo a marosi che provocherebbero la gonfiazione per umidità dei miei maroni (facendomi poi perdere l'equilibrio e cadere in acqua)
Ciclismo: non scherziamo. Conosco ragazzE di Undici anni che mi smerderebbero. Utile ed ecologico per muoversi, ma le mie cosce, già notoriamente eccessive quanto a circumferenza, non sono ancora pronte e mai lo saranno. E se anche mi ci dedicassi, mi verrebbe il nervoso per perdere dai dopati.
Nuoto: accidenti, bello è bello, e da piccolo d'estate nuotavo con divertimento e relativa costanza. E il fisico da nuotatore è fra i migliori da vedere, intendo fra i più proporzionati esteticamente all'infuori dalla funzionalità sportiva (siate sincere, donne: non cambiereste mai Mirco Bergamasco per Massimiliano Rosolino!). Ma negli ultimi anni, a parte il rapporto difficilissimo con l'acqua in sè (e anche coi suoi potenziali abitanti legitttimi) ha raffreddato molto il mio piacere verso lo sbracciamento.
Ultime news: ormai mi stanco abbestia dopo cinque vaschette (boh, 8 metri?) di stile e rana. Cassato.
Nuoto Sincronizzato: seh, vabbè. Vorrei sperare che non esista la versione maschile.
Non vorrei fare la fine di queste ragazze del video di Twisting by the pool, un onesto rockabilly dei Dire Straits più commerciali.
Scherma: e qui scatta la possibilità! Ne sono carico, anche se dovrò lavorare molto sui riflessi.
E qui scatterebbe l'aneddoto su quel caso di ambiguità lessicale e non volontaria autoironia che mi appioppò il soprannome fino-a-un-certo-punto-lusinghiero di "Moviola".
Atletica leggera: la mia grande passione (televisiva, chiaro, anche se l'ho praticata per due annetti alle medie, di pomeriggio, per quello che si riusciva a fare in una palestruzza color Moby con annesso odor di mare). Il decathlon poi mi intriga perché non essere bravi in qualcosa ha un senso. E se poi quando crepo Stuart Murdoch mi scrive un requiem, bazza.

Calcio (a.k.a. Pallapiede): ci ho giocato per due o tre anni, alle elementari. Tuttora mi piace stare in porta. Un giorno dedicherò un post alle mie ragioni del perchè il calcio è il cancro italiano secondo solo a Berlusconi e ai capelli di Danilo Coppola.
Per ora è può bastare, aspetto suggerimenti.
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lwr
Le lunghe ore di televisività mi hanno, alla facciazza di Socrate e della su' mamma, fatto nascere diverse idee, ma qui inizierò a esporre a voi pubblico leggente una riflessione estremamente personale. Dovete sapere che la pallacanestro durante l'ultimo anno per me ha avuto un rapporto sentimenti negativi/soddisfazione piuttosto scarso (a rigor matematico: piuttosto alto) e dovete anche sapere che sono da sempre stato un appassionato di sport minori [merda, qui parte un aneddoto, o meglio, un ricordo], specie quando mi trovo in montagna.
Dunque ho preso in considerazione l'idea di cambiare sport, anche se alla mia età non so quanto possa essere una grande idea. Forse è l'ultima occasione. Ma d'altra parte quando lessi che Mark Knopfler aveva cominciato a suonare la chitarra a 15 anni mi si accese un'inattesa speranza. Come è andata a finire lo sappiamo tutti, specie quelli che stanno di sotto.
Badminton: l'unica mia esperienza col volano è da datarsi seconda media, alle Marconiadi, la gloriosa manifestazione sportiva della mia scuola che si svolgeva nei campi a Casteldebole. Al tabellone del torneo di badminton mancava uno e chi ero io per tirarmi indietro? {La Wild Card più facile e insignificante della storia} Impugnai quella racchetta sottile e leggera e, lasciato negli altri pantaloni il senso del ridicolo, mi cimentai. Il mio avversario era il più tranquillo dei due cinesi delle Marconi, tale Luigi Li, un occhialuto e cordiale ragazzo, alto per esser cinese, silenzioso e studioso; anche lui fu raccattato per fare numero. Non ricordo molti particolari della partita, ma quello che è certo è che io persi qualcosa come 21 a 3 e il buon Gigi vinse il torneo trionfalmente senza mai perdere nè una partita nè l'umiltà silenziosa che lo contraddistinguenva. Ergo, ho già dato.
Pallavolo: degno compagnuccio di Mattia Molinari (un ragazzone dotato di senso dell'umorismo degno di nota, bocciato due volte in quarta al classico, ora all'artistico, a metà fra il pappone e il dandy, suona la tastiera in un gruppo synth-rock la cui effettiva esistenza è tuttora argomento di dibattito) che ricevette dalla nostra indimenticata insegnante (?*) di ginnastica Olga Cicognani il rapporto scoutistico di "Muratore Folle", durante le partite a scuola [è noto che la pallavolo è lo sport più politicamente corretto del mondo: niente contatto fisico, ma non per questo impossibilità di sfoggi atletici e tecnici, giocabilià elevata anche dai numerosi -ahiloro- soggetti antisportivi che non riescono a farsi esonerare dalle lezioni di ginnastica -tale obiettivo è invece sistematicamente raggiunto dai vegani, per quanto rari] a me piaceva giocare sfruttando barbaramente la mia altezza a dispetto delle intenzioni pacificatrici degli inventori di questo sport e di quelle fancazzistiche dei pigerrimi professori di educazione fisica, riuscendo a far incazzare avversarsi ma soprattutto i compagni in ogni mia manifestazione pallavolistica. Mi spiego: non contemplo la possibilità di giocare la palla quando mi trovo nelle posizioni davanti: appena si fa dalla mia parte (è noto che sono pigro, non andrei a prendere quelle lontane) la palla verrà inevitabilmente smanacciata e simil-schiacciata dall'altra parte del campo, con movimenti chiro-elevatori al limite di ogni regolamento. Ultimamente, per quieto vivere, ho provato anche a palleggiare, ad alzarla, ma i miei polsi non stanno capiti: niente da fare. Tragiche sono tutte le ricezioni, perché -dando la notizia che la mia snodabilità rasenta livelli lignei- evidentemente avrò gli avambracci fatti male, perché l'ultimo bagher riuscitomi era contemporaneo al primo marito di Liz Taylor.
Se non altro potrei provare il Beach Volley, ma, siamo onesti con noi stessi, se la versione femminile di questo sport non implicasse i costumi da bagno NESSUNO avrebbe il coraggio di giocarci a livello professionistico.
* Nota: "insegnante"?! Si tratta della classica prof a cui uso riferire la battuta: "La Cicognani docet. Non a noi."
Canoa - Kayak: ci sono andato un paio di volte un'estate fa in Grecia, sia in singolo che in doppio. Divertentissime le gite per la costa, in versione Peppinielli Abbagnali dell'alta Emilia, con la macchina fotografica al collo, anche se il tasto dell'accensione non si è più ripreso da quelle ondate. Gradevole davvero, ma la fatica è beshtiale, e per di più la formula della gara non mi attira per niente, girare avanti e indietro da porte sospese in aria, tendinandoti Cristi per non toccarle in mezzo a marosi che provocherebbero la gonfiazione per umidità dei miei maroni (facendomi poi perdere l'equilibrio e cadere in acqua)Ciclismo: non scherziamo. Conosco ragazzE di Undici anni che mi smerderebbero. Utile ed ecologico per muoversi, ma le mie cosce, già notoriamente eccessive quanto a circumferenza, non sono ancora pronte e mai lo saranno. E se anche mi ci dedicassi, mi verrebbe il nervoso per perdere dai dopati.
Nuoto: accidenti, bello è bello, e da piccolo d'estate nuotavo con divertimento e relativa costanza. E il fisico da nuotatore è fra i migliori da vedere, intendo fra i più proporzionati esteticamente all'infuori dalla funzionalità sportiva (siate sincere, donne: non cambiereste mai Mirco Bergamasco per Massimiliano Rosolino!). Ma negli ultimi anni, a parte il rapporto difficilissimo con l'acqua in sè (e anche coi suoi potenziali abitanti legitttimi) ha raffreddato molto il mio piacere verso lo sbracciamento.
Ultime news: ormai mi stanco abbestia dopo cinque vaschette (boh, 8 metri?) di stile e rana. Cassato.
Nuoto Sincronizzato: seh, vabbè. Vorrei sperare che non esista la versione maschile.
Non vorrei fare la fine di queste ragazze del video di Twisting by the pool, un onesto rockabilly dei Dire Straits più commerciali.
Scherma: e qui scatta la possibilità! Ne sono carico, anche se dovrò lavorare molto sui riflessi.
E qui scatterebbe l'aneddoto su quel caso di ambiguità lessicale e non volontaria autoironia che mi appioppò il soprannome fino-a-un-certo-punto-lusinghiero di "Moviola".
Atletica leggera: la mia grande passione (televisiva, chiaro, anche se l'ho praticata per due annetti alle medie, di pomeriggio, per quello che si riusciva a fare in una palestruzza color Moby con annesso odor di mare). Il decathlon poi mi intriga perché non essere bravi in qualcosa ha un senso. E se poi quando crepo Stuart Murdoch mi scrive un requiem, bazza.

Calcio (a.k.a. Pallapiede): ci ho giocato per due o tre anni, alle elementari. Tuttora mi piace stare in porta. Un giorno dedicherò un post alle mie ragioni del perchè il calcio è il cancro italiano secondo solo a Berlusconi e ai capelli di Danilo Coppola.
Per ora è può bastare, aspetto suggerimenti.
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domenica, luglio 27, 2008
I baffi di Nick Cave come arma regolamentata
In questo video, (lasciate stare il titolo, anche se vi ci ritrovate) l'inquadratura è tale che che la bocca sia coperta dalla palla del microfono e quindi pare che siano proprio i suoi baffi, impossessatisi - attraverso uno di quei riti esotico-esoterici che Cave compie a scopi promozionali - della sua persona, cantino di vita propria. Il che farebbe scivolare il giudizio socio-morale che ognuno ha dato al sig. Cave leggendo il titolo della canzone alla sua protuberanza facciale per la quale è più facile immaginare una tristezza da mancanza di Bernarda. Sarebbe poi interessante vedere gli stessi mustacchi come una sorta di somatizzazione del desiderio, ovvero {attenzione, si scende nel volgare} a forza di anelare al proverbiale pelo di fica, i baffi, rappresentazione feticciale, parziale, incompleta, obliqua, trìtos apò alethès, si sono materializzati sulla complice ma innocente faccia di Cave (Perciò a questo punto lascio immaginare a voi da quanto tempo Warren Ellis non veda una donna)
Le sedute spiritiche sono qualcosa di cui il mondo può benissimo fare a meno, specialmente se il risultato di queste attività wannamarchiane è di far piangere una ragazzina -probabilmente lentigginosa ma mora, o quantomeno bionda; il concetto è mai rossa- e di fare in modo che la sua adolescenza venga segnata indelebilmente, o, per meglio dire, venga resa manifesta nella sua essenza come rivelazione razionale, tramite un'apparizione di Houdini, alla quale il pretazzo che verosimilmente reggeva quel campo estivo non ha prestato attenzione (con palese disprezzo intellettuale della parresìa della ragazza) e anzi ha bollato la ragazza con sentenze non lusinghierie e sostanzialmente umilianti. Se al posto di Houdini ci fosse stata la Madonna (o Guccini *, vd. nota) probabilmente la grande pallina da tennis della vita avrebbe cambiato la sua esistenza da così a così [nota: nessuna espressione può essere considerata primitiva come questa, poiché impone l'uso del linguaggio gestuale per la comprensione del significato. Nota successiva: e anche l'uso della vista. Nota ulteriore: Wittgenstein? prrrrr!!! Nota finale: Sofri, vai da un dentista, Cristo.], relegando la ragazza a una vista di mistica sensazionale e le cui ramificazioni plausibili sarebbero state
a) fare la fine di Richie Rich e/o il suo attore
b) drogarsi e basta ma senza tutta la maletta dei soldi e dei genitori
c) diventare telepredicatrice per i chicanos
d) commessa di Foot Locker
A meglio vedere, quella "inesperienza" (parola molto bella, invero) va letta come un gesto di imperialismo intellettuale nei confronti di questa benedetta ragazza da parte di imprecisati adulti -ripeto, facile che sìeno dei preti senza toga- inesperienza consistente in una seduta spiritica, organizzata per gioco (ma principalmente per prendersi gioco della fanciulla) in cui però c'è stato un imprevisto, la bimba ha visto qualcosa che s'è mosso, un fantasma, le manette di Houdini, le manette di Mosley, i baffi di Nick Cave, il parrucchino di Lucio Dalla, insomma c'ha avuto dunque qualche tipo di esperienza sensibile. A quel punto non viene presa sul serio e giù con tutte le disillusioni, parassitariffe del caso.
Le sedute spiritiche sono qualcosa di cui il mondo può benissimo fare a meno, specialmente se il risultato di queste attività wannamarchiane è di far piangere una ragazzina -probabilmente lentigginosa ma mora, o quantomeno bionda; il concetto è mai rossa- e di fare in modo che la sua adolescenza venga segnata indelebilmente, o, per meglio dire, venga resa manifesta nella sua essenza come rivelazione razionale, tramite un'apparizione di Houdini, alla quale il pretazzo che verosimilmente reggeva quel campo estivo non ha prestato attenzione (con palese disprezzo intellettuale della parresìa della ragazza) e anzi ha bollato la ragazza con sentenze non lusinghierie e sostanzialmente umilianti. Se al posto di Houdini ci fosse stata la Madonna (o Guccini *, vd. nota) probabilmente la grande pallina da tennis della vita avrebbe cambiato la sua esistenza da così a così [nota: nessuna espressione può essere considerata primitiva come questa, poiché impone l'uso del linguaggio gestuale per la comprensione del significato. Nota successiva: e anche l'uso della vista. Nota ulteriore: Wittgenstein? prrrrr!!! Nota finale: Sofri, vai da un dentista, Cristo.], relegando la ragazza a una vista di mistica sensazionale e le cui ramificazioni plausibili sarebbero state
a) fare la fine di Richie Rich e/o il suo attore
b) drogarsi e basta ma senza tutta la maletta dei soldi e dei genitori
c) diventare telepredicatrice per i chicanos
d) commessa di Foot Locker
A meglio vedere, quella "inesperienza" (parola molto bella, invero) va letta come un gesto di imperialismo intellettuale nei confronti di questa benedetta ragazza da parte di imprecisati adulti -ripeto, facile che sìeno dei preti senza toga- inesperienza consistente in una seduta spiritica, organizzata per gioco (ma principalmente per prendersi gioco della fanciulla) in cui però c'è stato un imprevisto, la bimba ha visto qualcosa che s'è mosso, un fantasma, le manette di Houdini, le manette di Mosley, i baffi di Nick Cave, il parrucchino di Lucio Dalla, insomma c'ha avuto dunque qualche tipo di esperienza sensibile. A quel punto non viene presa sul serio e giù con tutte le disillusioni, parassitariffe del caso.
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mercoledì, luglio 23, 2008
La Malattia di Alberto Lupo
La piega che questo blog prenderà mi è tuttora ignota, come il suo parto. La mancanza di "parto" da casa mia, ab orto, probabilmente. Stamattina ragionavo che probabilmente mi vuole un mese o due per ricaricare le pile, quanto a spirito artistico -ma soprattutto produzione.
"Non si può tutte le sere mangiare fiele e la mattina cacare miele", si sfogava il saggio.
Quindi è un maledetto controsenso palese a me per primo, che io inizi quest'Estetica in buoni acquisto (Un euro per ogni dieci emozionamenti. No cash) proprio oggi. Ma, dopo averci lavorato -devo dire- ben benino, sono abbastanza ottimista. No, eh? Diciamo che non lo cancellerò questa settimana, ecco.
So this life is not what I
imagined it would be
My hopes, my dreams consume, it seems
my youth for something better
I blink my eye and time flies by
and days are gone forever
Dalida (leggasi 'dalidà', plz) al posto di Mina; Alain Delon al posto di Alberto Lupo.
L’unica cosa che ho
é la bellezza del mondo.
La sola cosa che so è che vorrei conservarla
(Per me)
Io già nel duemilasei avevo fame di storie
Vi raccontavo di me, non c’era da stare allegri
Com’ero bello,
avevo torto marcio,
io già recitavo:
erano anni che studiavo Alain Delon,
piangevo
It all comes down to little things
that sparkle colours bright
It all comes down to pleasures found
that fill my dreams at night
Warmth is in the sunshine
a smile from a stranger
the gentle drizzle of Scottish rain
kisses from a lover
colours of the clouds
laughter with a friend
dreams mingle with rainbows
harmony in solitude
Encore des mots toujours des mots les mêmes mots
Mais c'est fini le temps des rêves
Les souvenirs se fanent aussi quand on les oublient
L’unica cosa che ho é lo squallore del mondo
La sola cosa che so é che vorrei conservarlo
Ero più bello quando stavi con me.
Ero più giovane
Ma sono diverso,
Sono sporco,
Avevo torto marcio.
tu già recitavi,
erano anni che studiavi;
Alain Delon fumava.
Paroles et paroles et paroles
Écoute-moi
Paroles et paroles et paroles
Je t'en prie
Paroles et paroles et paroles
Je te jure
Paroles et paroles et paroles et paroles
Paroles et encore des paroles que tu sèmes au vent
Ti credi Alain Delon;
Sei solo stupida
Avevo torto marcio
Io piangevo
Io già recitavo
Erano anni che studiavo
Alain Delon
La luna e i grilli
normalmente mi tengono sveglia,
mentre io voglio dormire e sognare
l'uomo che c'è in te, quando c'è
che parla meno ma che può piacere a me
(...più di così? Un biglietto da visita dell'ambasciatore?)
In altre parole, tri-combo speziale, che i mash-up di emmetivù mi fanno i sacri pipponi.
Questo, come mezzo letterario (anche multimediale, ha!) mi piace:
# cazzi eminentemente miei (Blog)
# tante e diverse canzoni (Musica)
# i testi, contestualizzati e persino modificati a piacere in nome di un arbitrio ben strano (Esegesi e Traduzione)
# Videos (Cinema)
# Dal 2009 vi servo i cappuccini e dopo non avrete più di che lamentarvi, della vostra miseranda vita (Rapporti Istituzionali con la Curia)
In your face,
lwr
"Non si può tutte le sere mangiare fiele e la mattina cacare miele", si sfogava il saggio.
Quindi è un maledetto controsenso palese a me per primo, che io inizi quest'Estetica in buoni acquisto (Un euro per ogni dieci emozionamenti. No cash) proprio oggi. Ma, dopo averci lavorato -devo dire- ben benino, sono abbastanza ottimista. No, eh? Diciamo che non lo cancellerò questa settimana, ecco.
So this life is not what I
imagined it would be
My hopes, my dreams consume, it seems
my youth for something better
I blink my eye and time flies by
and days are gone forever
Dalida (leggasi 'dalidà', plz) al posto di Mina; Alain Delon al posto di Alberto Lupo.
L’unica cosa che ho
é la bellezza del mondo.
La sola cosa che so è che vorrei conservarla
(Per me)

Io già nel duemilasei avevo fame di storie
Vi raccontavo di me, non c’era da stare allegri
Com’ero bello,
avevo torto marcio,
io già recitavo:
erano anni che studiavo Alain Delon,
piangevo
It all comes down to little things
that sparkle colours bright
It all comes down to pleasures found
that fill my dreams at night
Warmth is in the sunshine
a smile from a stranger
the gentle drizzle of Scottish rain
kisses from a lover
colours of the clouds
laughter with a friend
dreams mingle with rainbows
harmony in solitude
Encore des mots toujours des mots les mêmes mots
Je ne sais plus comment te dire
Rien que des mots-Mais tu es cette belle histoire d'amour que je ne cesserai jamais de lire-
Des mots faciles des mots fragiles c'était trop beauMais c'est fini le temps des rêves
Les souvenirs se fanent aussi quand on les oublient
Tu es comme le vent qui fait chanter les violons
et emporte au loin le parfum des roses
et emporte au loin le parfum des roses
L’unica cosa che ho é lo squallore del mondo
La sola cosa che so é che vorrei conservarlo
Ero più bello quando stavi con me.
Ero più giovane
Ma sono diverso,
Sono sporco,
Avevo torto marcio.
tu già recitavi,
erano anni che studiavi;
Alain Delon fumava.
Paroles et paroles et paroles
Écoute-moi
Paroles et paroles et paroles
Je t'en prie
Paroles et paroles et paroles
Je te jure
Paroles et paroles et paroles et paroles
Paroles et encore des paroles que tu sèmes au vent
Voilà mon destin te parler, te parler comme la première fois
Encore des mots toujours des mots les mêmes motsComme j'aimerais que tu me comprennes
Rien que des motsQue tu m'écoutes au moins une fois
Des mots magiques des mots tactiques qui sonnent fauxTu es mon rêve défendu
Oui tellement fauxMon seul tourment et mon unique espérance
Ti credi Alain Delon;
Sei solo stupida
Avevo torto marcio
Io piangevo
Io già recitavo
Erano anni che studiavo
Alain Delon
Gather your gold each day
La luna e i grilli
normalmente mi tengono sveglia,
mentre io voglio dormire e sognare
l'uomo che c'è in te, quando c'è
che parla meno ma che può piacere a me
(...più di così? Un biglietto da visita dell'ambasciatore?)
In altre parole, tri-combo speziale, che i mash-up di emmetivù mi fanno i sacri pipponi.
Questo, come mezzo letterario (anche multimediale, ha!) mi piace:
# cazzi eminentemente miei (Blog)
# tante e diverse canzoni (Musica)
# i testi, contestualizzati e persino modificati a piacere in nome di un arbitrio ben strano (Esegesi e Traduzione)
# Videos (Cinema)
# Dal 2009 vi servo i cappuccini e dopo non avrete più di che lamentarvi, della vostra miseranda vita (Rapporti Istituzionali con la Curia)
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