Le lunghe ore di televisività mi hanno, alla facciazza di Socrate e della su' mamma, fatto nascere diverse idee, ma qui inizierò a esporre a voi pubblico leggente una riflessione estremamente personale. Dovete sapere che la pallacanestro durante l'ultimo anno per me ha avuto un rapporto sentimenti negativi/soddisfazione piuttosto scarso (a rigor matematico: piuttosto alto) e dovete anche sapere che sono da sempre stato un appassionato di sport minori [merda, qui parte un aneddoto, o meglio, un ricordo], specie quando mi trovo in montagna.
Dunque ho preso in considerazione l'idea di cambiare sport, anche se alla mia età non so quanto possa essere una grande idea. Forse è l'ultima occasione. Ma d'altra parte quando lessi che Mark Knopfler aveva cominciato a suonare la chitarra a 15 anni mi si accese un'inattesa speranza. Come è andata a finire lo sappiamo tutti, specie quelli che stanno di sotto.
Badminton: l'unica mia esperienza col volano è da datarsi seconda media, alle Marconiadi, la gloriosa manifestazione sportiva della mia scuola che si svolgeva nei campi a Casteldebole. Al tabellone del torneo di badminton mancava uno e chi ero io per tirarmi indietro? {La Wild Card più facile e insignificante della storia} Impugnai quella racchetta sottile e leggera e, lasciato negli altri pantaloni il senso del ridicolo, mi cimentai. Il mio avversario era il più tranquillo dei due cinesi delle Marconi, tale Luigi Li, un occhialuto e cordiale ragazzo, alto per esser cinese, silenzioso e studioso; anche lui fu raccattato per fare numero. Non ricordo molti particolari della partita, ma quello che è certo è che io persi qualcosa come 21 a 3 e il buon Gigi vinse il torneo trionfalmente senza mai perdere nè una partita nè l'umiltà silenziosa che lo contraddistinguenva. Ergo, ho già dato.
Pallavolo: degno compagnuccio di Mattia Molinari (un ragazzone dotato di senso dell'umorismo degno di nota, bocciato due volte in quarta al classico, ora all'artistico, a metà fra il pappone e il dandy, suona la tastiera in un gruppo synth-rock la cui effettiva esistenza è tuttora argomento di dibattito) che ricevette dalla nostra indimenticata insegnante (?*) di ginnastica Olga Cicognani il rapporto scoutistico di "Muratore Folle", durante le partite a scuola [è noto che la pallavolo è lo sport più politicamente corretto del mondo: niente contatto fisico, ma non per questo impossibilità di sfoggi atletici e tecnici, giocabilià elevata anche dai numerosi -ahiloro- soggetti antisportivi che non riescono a farsi esonerare dalle lezioni di ginnastica -tale obiettivo è invece sistematicamente raggiunto dai vegani, per quanto rari] a me piaceva giocare sfruttando barbaramente la mia altezza a dispetto delle intenzioni pacificatrici degli inventori di questo sport e di quelle fancazzistiche dei pigerrimi professori di educazione fisica, riuscendo a far incazzare avversarsi ma soprattutto i compagni in ogni mia manifestazione pallavolistica. Mi spiego: non contemplo la possibilità di giocare la palla quando mi trovo nelle posizioni davanti: appena si fa dalla mia parte (è noto che sono pigro, non andrei a prendere quelle lontane) la palla verrà inevitabilmente smanacciata e simil-schiacciata dall'altra parte del campo, con movimenti chiro-elevatori al limite di ogni regolamento. Ultimamente, per quieto vivere, ho provato anche a palleggiare, ad alzarla, ma i miei polsi non stanno capiti: niente da fare. Tragiche sono tutte le ricezioni, perché -dando la notizia che la mia snodabilità rasenta livelli lignei- evidentemente avrò gli avambracci fatti male, perché l'ultimo bagher riuscitomi era contemporaneo al primo marito di Liz Taylor.
Se non altro potrei provare il Beach Volley, ma, siamo onesti con noi stessi, se la versione femminile di questo sport non implicasse i costumi da bagno NESSUNO avrebbe il coraggio di giocarci a livello professionistico.
* Nota: "insegnante"?! Si tratta della classica prof a cui uso riferire la battuta: "La Cicognani docet. Non a noi."
Canoa - Kayak: ci sono andato un paio di volte un'estate fa in Grecia, sia in singolo che in doppio. Divertentissime le gite per la costa, in versione Peppinielli Abbagnali dell'alta Emilia, con la macchina fotografica al collo, anche se il tasto dell'accensione non si è più ripreso da quelle ondate. Gradevole davvero, ma la fatica è beshtiale, e per di più la formula della gara non mi attira per niente, girare avanti e indietro da porte sospese in aria, tendinandoti Cristi per non toccarle in mezzo a marosi che provocherebbero la gonfiazione per umidità dei miei maroni (facendomi poi perdere l'equilibrio e cadere in acqua)Ciclismo: non scherziamo. Conosco ragazzE di Undici anni che mi smerderebbero. Utile ed ecologico per muoversi, ma le mie cosce, già notoriamente eccessive quanto a circumferenza, non sono ancora pronte e mai lo saranno. E se anche mi ci dedicassi, mi verrebbe il nervoso per perdere dai dopati.
Nuoto: accidenti, bello è bello, e da piccolo d'estate nuotavo con divertimento e relativa costanza. E il fisico da nuotatore è fra i migliori da vedere, intendo fra i più proporzionati esteticamente all'infuori dalla funzionalità sportiva (siate sincere, donne: non cambiereste mai Mirco Bergamasco per Massimiliano Rosolino!). Ma negli ultimi anni, a parte il rapporto difficilissimo con l'acqua in sè (e anche coi suoi potenziali abitanti legitttimi) ha raffreddato molto il mio piacere verso lo sbracciamento.
Ultime news: ormai mi stanco abbestia dopo cinque vaschette (boh, 8 metri?) di stile e rana. Cassato.
Nuoto Sincronizzato: seh, vabbè. Vorrei sperare che non esista la versione maschile.
Non vorrei fare la fine di queste ragazze del video di Twisting by the pool, un onesto rockabilly dei Dire Straits più commerciali.
Scherma: e qui scatta la possibilità! Ne sono carico, anche se dovrò lavorare molto sui riflessi.
E qui scatterebbe l'aneddoto su quel caso di ambiguità lessicale e non volontaria autoironia che mi appioppò il soprannome fino-a-un-certo-punto-lusinghiero di "Moviola".
Atletica leggera: la mia grande passione (televisiva, chiaro, anche se l'ho praticata per due annetti alle medie, di pomeriggio, per quello che si riusciva a fare in una palestruzza color Moby con annesso odor di mare). Il decathlon poi mi intriga perché non essere bravi in qualcosa ha un senso. E se poi quando crepo Stuart Murdoch mi scrive un requiem, bazza.

Calcio (a.k.a. Pallapiede): ci ho giocato per due o tre anni, alle elementari. Tuttora mi piace stare in porta. Un giorno dedicherò un post alle mie ragioni del perchè il calcio è il cancro italiano secondo solo a Berlusconi e ai capelli di Danilo Coppola.
Per ora è può bastare, aspetto suggerimenti.
in your face,
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